Ciro.
Il primo dinosauro al mondo con organi interni conservati.
Scipionyx samniticus, noto come Ciro, è un dinosauro teropode del Cretaceo inferiore rinvenuto a Pietraroja, in provincia di Benevento. Visse circa 112 milioni di anni fa nella laguna tropicale che occupava questo territorio. La sua descrizione anatomica fu pubblicata dalla rivista Nature il 26 marzo 1998, a firma di Cristiano Dal Sasso e Marco Signore. È il primo dinosauro al mondo trovato con gli organi interni conservati, e per questo è considerato uno dei reperti paleontologici più importanti mai rinvenuti in Europa.
Un'anatomia interna leggibile.
Nel fossile di Scipionyx samniticus si leggono strutture che normalmente non arrivano fino a noi: intestino, fegato, trachea, muscolatura, vasi sanguigni, capillari. Persino residui fecali.
Nessun dinosauro al mondo, prima o dopo, è stato trovato con un grado di conservazione paragonabile. È la ragione per cui la comunità scientifica internazionale, nel 1998, comprese immediatamente di trovarsi davanti a un reperto eccezionale.
Le condizioni che lo hanno reso possibile sono quelle della laguna di Pietraroja: sedimenti finissimi, acque calme, scarsità di ossigeno.
Un geologo, un artiglio, una terra.
Scipionyx unisce il nome di Scipione Breislak, il geologo che nel 1798 segnalò per primo i fossili di Pietraroja, alla parola greca onyx, artiglio. Samniticus è un omaggio al Sannio.
«Ciro» è invece il soprannome con cui il fossile è diventato popolare in Italia dopo la pubblicazione su Nature, e con cui oggi lo conoscono tutti.
Per anni fu creduto una lucertola.
Ciro fu trovato da Giovanni Todesco, appassionato di fossili, in località Le Cavere a Pietraroja. Lo conservò per anni, convinto che si trattasse dei resti di una lucertola.
Solo nel 1993 ne fu compresa la vera natura. Cinque anni dopo, il 26 marzo 1998, Nature pubblicava la descrizione scientifica firmata da Cristiano Dal Sasso e Marco Signore.
L'anno esatto del ritrovamento è indicato in fonti diverse come 1980 o 1981. da confermare
Occhi enormi, muso corto.
Il fossile conservato misura circa ventitré centimetri; in vita l'animale doveva arrivare a quaranta o cinquanta. Ciro morì pochissimi giorni dopo la schiusa dell'uovo.
È un secondo elemento di eccezionalità, indipendente dagli organi: le ossa dei cuccioli sono sottili e poco mineralizzate, e quasi mai si conservano. Che un esemplare di pochi giorni sia arrivato fino a noi quasi integro permette di studiare come crescevano i dinosauri — un dato che gli adulti non possono dare.
Sappiamo cosa aveva mangiato quel giorno.
Nell'intestino di Ciro sono stati riconosciuti un pesce di quattro o cinque centimetri, uno più piccolo di due o tre, una lucertola di dieci-dodici centimetri e un lepidosauro che poteva arrivare a quaranta.
Per un animale lungo mezzo metro è un ultimo pasto notevole. Ed è uno dei rarissimi casi in cui di un dinosauro si conosce non solo l'anatomia, ma il comportamento.
Un predatore, a pochi giorni dalla nascita.
L'originale è a Benevento. Il posto è qui.
L'originale di Scipionyx samniticus è custodito dalla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Benevento, in Viale degli Atlantici, e si visita su prenotazione.
Al Museo Paleolab di Pietraroja è esposto un calco fedele, in teca dedicata.
A Pietraroja c'è però qualcosa che a Benevento non può esserci: la roccia da cui Ciro è emerso, la laguna in cui è vissuto, il paesaggio che lo ha conservato per centododici milioni di anni.
La parola «dinosauro» ha centottantacinque anni.
Fu pronunciata per la prima volta da Richard Owen il 29 luglio 1841, a Plymouth. Tredici anni dopo, i modelli a grandezza naturale del Crystal Palace di Sydenham portarono queste creature davanti agli occhi del pubblico, innescando la prima ondata di «dinomania».
Poi Roy Chapman Andrews, le spedizioni in Mongolia degli anni Venti e il personaggio che ne sarebbe nato: Indiana Jones. E nel 1993 Jurassic Park, che ha trasformato la passione di una generazione in una professione.
Al museo questo racconto occupa una sala intera. È la parte che parla di noi, non del Cretaceo.
Girala, e guarda dove non ci sono più le ossa.
Il calco di Ciro è una lastra: il fossile non è un oggetto tondo, è una superficie. Ruotandola con la luce radente si leggono i rilievi che a occhio nudo sfuggono — ed è così che i paleontologi la guardano davvero.
Scheda — Scipionyx samniticus «Ciro»
- Classificazione
- Theropoda · Coelurosauria
- Età
- Cretaceo inferiore · Albiano · ~112 Ma
- Località
- Le Cavere, Pietraroja (BN)
- Unità
- Cretaceo inferiore · Calcari ad ittioliti di Pietraroja
- Scopritore
- Giovanni Todesco · 1980 (da confermare)
- Pubblicazione
- Nature · 26 marzo 1998
- Autori
- Cristiano Dal Sasso · Marco Signore
- Dimensioni
- ~237 mm conservati · ~40–50 cm in vita
- Conservazione
- Scheletro con organi interni: intestino, fegato, trachea, muscolatura, vasi sanguigni, capillari
- Originale
- Soprintendenza ABAP · Benevento · su prenotazione
- Calco
- Museo Paleolab · Pietraroja
Domande su Ciro
Il fossile di Ciro si può vedere a Pietraroja?
No: l'originale di Scipionyx samniticus è custodito dalla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Benevento, in Viale degli Atlantici, e si visita su prenotazione. Al Museo Paleolab di Pietraroja è esposto un calco fedele in teca dedicata. A Pietraroja si trova però la roccia da cui Ciro è emerso e il paesaggio della laguna in cui è vissuto.
Perché Ciro è un fossile unico al mondo?
Perché conserva gli organi interni. In Scipionyx samniticus sono leggibili intestino, fegato, trachea, muscolatura, vasi sanguigni e capillari: strutture che nella fossilizzazione spariscono quasi sempre. Nessun altro dinosauro al mondo è stato trovato con un grado di conservazione paragonabile, ed è per questo che la sua descrizione è stata pubblicata su Nature nel 1998.
Come fanno a sapere cosa aveva mangiato Ciro?
Perché il contenuto dell'apparato digerente si è fossilizzato insieme al corpo. Nell'intestino di Scipionyx samniticus sono stati riconosciuti un pesce di quattro o cinque centimetri, uno più piccolo di due o tre, una lucertola di dieci-dodici centimetri e un lepidosauro che poteva arrivare a quaranta. Per un animale lungo mezzo metro è un ultimo pasto notevole, e uno dei rarissimi casi in cui di un dinosauro si conosce il comportamento oltre all'anatomia.
Perché si chiama Scipionyx samniticus?
Scipionyx unisce il nome di Scipione Breislak, il geologo che nel 1798 segnalò per primo i fossili di Pietraroja, alla parola greca onyx, artiglio. Samniticus è un omaggio al Sannio. «Ciro» è invece il soprannome con cui il fossile è diventato popolare in Italia dopo la pubblicazione su Nature.
Quanto era grande Ciro?
Il fossile di Scipionyx samniticus conservato misura circa 237 millimetri dal muso alla coda; in vita l'esemplare doveva raggiungere i quaranta-cinquanta centimetri. Era un cucciolo morto pochi giorni dopo la schiusa dell'uovo. Le dimensioni stimate da adulto sono ancora oggetto di studio.
Perché è importante che Ciro fosse un cucciolo?
Perché le ossa dei cuccioli quasi mai si conservano: sono sottili, poco mineralizzate e si distruggono prima di fossilizzare. Che un esemplare di pochi giorni sia arrivato fino a noi quasi integro è un secondo elemento di eccezionalità, indipendente dagli organi interni, e permette di studiare come crescevano i dinosauri.
Come si studia un fossile senza romperlo?
Con luce ultravioletta, tomografia computerizzata e microscopia elettronica a scansione. La TAC individua le strutture dentro la matrice rocciosa senza toccarle, la luce UV fa emergere contrasti invisibili a occhio nudo, il microscopio elettronico arriva fino alle cellule. Su Scipionyx samniticus queste tecniche hanno permesso di ricostruire in tre dimensioni organi mai osservati prima in un dinosauro.
Chi ha trovato Ciro?
Ciro fu trovato da Giovanni Todesco, appassionato di fossili, alle Cavere di Pietraroja. Lo conservò per anni credendo si trattasse di una lucertola. Solo nel 1993 ne fu compresa la natura, e nel 1998 Nature ne pubblicò la descrizione scientifica firmata da Cristiano Dal Sasso e Marco Signore.
Ciro è la porta d'ingresso.
Dietro di lui c'è una laguna intera, con i suoi pesci, i suoi rettili e novantadue milioni di anni che mancano all'appello.